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Cronaca nera

Da oltre un mese non scrivo.
Un po’ ne sono preoccupato, un po’ imbarazzato. Un po’ anche sollevato.
Per altro verso sto vivendo settimane molto dense.
Non mi sfiora il dubbio di essere fermo. Questo no.

Guardandomi alle spalle trovo diverse possibili interpretazioni di questa pausa. Non so se ce ne sia una più vera dell’altra.
Propendo per quella che mi appare la più radicale.
L’onestà intellettuale mi impone di farlo.

Non è mia intenzione parlare in pubblico di  quanto è accaduto. Malgrado  molti abbiano osservato quanto privato io deponga senza riserve nel mio scrivere. Ma questo no.

Un altro motivo  mi impedisce di farlo. Sono sempre stato convinto che i racconti della cronaca nera, malgrado una penna della levatura di Dino Buzzati (ma non è il solo) abbia ampiamente nobilitato questo genere di scrittura, malgrado questo, ritengo che l’esercizio della cronaca nera costituisca una grave offesa alla dignità dei soggetti coinvolti.
Io stesso mi sento offeso quando mi capita, per un motivo o per l’altro, di leggerne qualche stralcio.
Provo la vergogna di leggerne. Di entrare in un privato troppo drammatico.

Credo che la cronaca nera sia qualcosa di incivile. Di offensivo. Solo i soggetti coinvolti, le forze dell’ordine e la magistratura hanno diritto a metterci mano. Nessun altro.
La trovo una mancanza di rispetto nei confronti dei due malcapitati. Aggressore e vittima.

Immaginate quindi quanto mi costi quel che sto facendo… Essendo io stato, negli ultimi giorni di settembre, vittima di uno di questi episodi.
Qualcuno ne ha letto sui giornali. Di mia iniziativa ne ho parlato solo con pochissime persone. Non mi ha mai sfiorato l’idea di farne menzione, diretta o indiretta, sul Social Network.

La mia intenzione è e resta quella di tacere. Ma tacere, a volte, comporta di spendere qualche parola.
Mi appresto a farlo pertanto come a un esercizio di alta acrobatica. In equilibrio coi principi che ho dichiarato.

Io che provo disagio quando vedo immagini di disgrazie altrui ed altrove, ho dovuto tollerare, tra l’altro, che una grande testata giornalistica (a cui sono abbonato) sbattesse in cronaca cittadina la fotografia delle  macchie del mio sangue al suolo, davanti alla porta di casa mia, riprendendo in modo ben leggibile la targhetta col mio cognome sulla porta.

Le liberta 2

 

Malgrado abbia rischiato molto, mi sono ripreso nel giro di un paio di settimane.
Credo di aver reagito con forza e con serenità. Chi mi ha visitato ha avuto la stessa impressione. Sentendomi addolorato ma sereno, ho sentito che in fondo questo episodio mi ha dato più di quanto mi abbia tolto.
È come se mi avesse motivato ad attingere nuove forze. Forze supplementari. Energie di Resurrezione.
Pensieri e parole nuove, supportate dall’esercizio permanente, pur informale, di quel che amo chiamare lo yoga e la meditazione. Quel che mi capita di definire anche la “Psico-NON-analisi”.
Immagini e vocazioni non smettono di affollare il mio stato mentale. Mi sembra di aver proceduto di qualche chilometro a piedi eppure la bacheca del mio sito è rimasta in immobilità meditativa.

Lampedusa connection

Va considerato, ed io stesso non l’ho fatto inizialmente, che le ultime tre pubblicazioni erano ritagli di scrittura già composti al momento dell’incidente.

Accennavo agli ultimi giorni di settembre, il periodo dell’anno governato dall’Arcangelo Michele.
Dall’anno prossimo riprenderò a parlare di questo cruciale momento dell’anno in prossimità dell’equinozio d’autunno. Il momento in cui il cammino del sole imbocca il viale del tramonto.
È curioso come negli ultimi decenni io abbia, nelle forme più varie, celebrato questo momento dell’anno (che coincide poi con la stagione della mia nascita).

Se ci dovessi pensare direi che di questo tema sono quasi uno specialista ma, se scorro l’indice del sito, non trovo granché in proposito. Strano!
Forse ho giudicato superato il modo in cui ne ho scritto e parlato negli anni passati.
Segno che devo ritornare a farlo in modo nuovo. Infatti negli ultimi dieci anni per almeno quattro volte la mia spalla destra è stata aggredita in questo momento dell’anno. Posso pensare alla ferita della spada di Michele. Una sorta di agopuntura alla spalla destra.
Curioso! Ci devo riflettere.

Diritti umani

Nel frattempo devo prendere atto che per tornare a scrivere devo rendere omaggio a questo episodio della mia biografia.

Non parlarne vorrebbe dire supporsi superiore o invulnerabile.
No, sono vulnerabilissimo! Infatti da quel giorno non ho più scritto nulla.
E questa sia la mia offerta all’altare dell’aggressore. Che merita l’onore delle armi. Offro questo mio silenzio, questa astensione dallo scrivere sia tributo alla sua azione.

Per fortuna non è compito mio giudicarla. Per questo, dopo la morte di Dio (e questo è strettamente connesso con quel che in Antroposofia si indica come l’inizio dell’era di Michele)… per questo dopo la morte di Dio a giudicare mi appare legittimata solo la Magistratura.

Cerco di vivere civilmente in una società che prova ad essere civile.freedom 2
Ho rispetto di questa istituzione. Non immagino che debba vendicarmi. Non ho ancora deciso se costituirmi parte civile.
Faccia lei il suo corso! Io cerco di riprendere il mio lavoro.
Bene. Ora mi accorgo di aver scritto questa pagina nella prima domenica di Avvento.
Basta coi calendari. Basta con le candeline.
Gli angeli imperversano e spesso, come nota Rilke, sono tremendi.
Se n’è accorta anche Susanna Tamaro!

 

 

*NOTA ALLE IMMAGINI

Un ringraziamento particolarmente caloroso a Rossano di Cicco Morra che mi ha autorizzato all’uso delle sue immagini che illustrano questa paginetta.
Terminatane la stesura mi sono reso conto che era molto difficile per me scegliere immagini appropriate.
Ho allora messo mano ad un proposito che coltivavo da tempo. Quello di promuovere collaborazioni, accostamenti silenziosi con opere degli artisti che amo e che seguo sul Social Network. Ho trovato immediatamente il toccante album LE LIBERTA’ 2. Lo potete visitare qui e vi consiglio di farlo.
La mia scelta è stata limitata e istintiva. Ogni volta che lo riguardo ne scopro nuovi spunti.
Che il compimento di questo proposito sia uno dei riscontri positivi di questo difficile momento.
Ne esco più convinto che mai del fatto che il dolore umano non possa o non debba venire fotografato e realisticamente raccontato.
Unica possibilità non offensiva alla dignità umana la trasfigurazione nell’arte.
Grazie Rossano!

8 pensieri su “Cronaca nera

    1. Grazie professor Moreno Montanari! Il tuo commento è per me lusinghiero e mi riempie di intima soddisfazione!
      Hai trovato nel mio percorso traccia di uno dei miei più grandi maestri: Wittgenstein!
      Lo sciamano che ha, con tanta devozione, esplorato i confini etici tra il dire e il non-dire.
      Era questo in effetti l’oggetto di questo mia meditazione.
      Grazie dell’attenzione devota!

  1. Caro Francesco sei stato veramente abile e coraggioso a scrivere questa pagina.
    Condivido quanto hai detto a proposito della cronaca nera. Per questa ragione ho avuto qualche perplessità quando ho saputo che l’avresti raccontata sul tuo blog.
    Di fatto, hai saputo usare la delicatezza e la sensibilità che contraddistinguono la tua scrittura e non ultimo la scelta delle immagini altrettanto intense ed essenziali. Un abbraccio di cuore

  2. Non so niente di quello che è successo, non potrei, essendo stato lontano così a lungo (in tutti i sensi), ma hai ragione, riguarda esclusivamente le persone coinvolte – non seguo un telegiornale da anni, e vorrei poter filtrare anche le notizie online, togliendomi dagli occhi l’immondizia della cronaca nera, che pare fatta apposta per mortificarci, spaventarci e ridurci a un silenzio impotente, premiando i rari episodi di violenza e ignorando sistematicamente chi lavora per migliorare le cose, eppure il rapporto è di uno a migliaia e migliaia . Posso solo dire che il tuo coraggio, la tua lucidità e la tua forza sono quelli che ho sempre conosciuto e ammirato, e ne sono felice.
    ti abbraccio forte

    1. Ricevere un commento dall’amico Sergio Orrao che non sento da molti anni è un bellissimo dono!
      Caro Sergio la mia relazione con l’informazione è analoga alla tua.
      Sono lieto di ritrovare un amico di cui conservo viva memoria. Mi capita spesso di ricordarti in una stanza appartata del cuore nella quale conservo la memoria dei qualche buona cosa che abbiamo fatto insieme. Tante fesserie ma qualche cosa di buono!
      Penso spesso a quando, per tua prima iniziativa, insieme a Flavio Pelliconi, la mia prima moglie Raffaella Bruzzone e pochi altri volontari e volonterosi abbiamo invitato in Italia Tich Nath Han per la prima volta. Fu un evento così speciale che sconvolse poi curiosamente diverse delle nostre biografi. Nessuno di noi però, in seguito ha mai indossato la giacchetta marrone dei suoi adepti! Che bello e che buffo!
      Come cercavo di indicare poche pagine indietro…. ridere di se stessi! Lasciar sbocciare almeno un sorriso se non riusciamo ad esplodere in una risata!
      Un abbraccio e grazie dell’attenzione!

    1. Caro Rossano, ti ringrazio degli apprezzamenti! Come sai ti stimo altrettanto per la tua opera pittorica. Se passi da milano non sono distante dalla zona Navigli e ti incontrerei volentieri. Buona ripresa

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